mercoledì 14 dicembre 2011

MI VENDICHERO' DEL BULLISMO SUBITO

Kiruby Età: 15
Ciao il mio Nick è Kiruby (non ci tengo a dare il nome vero), sono un ragazzo di 15 anni, ho appena superato la prima superiore, con vari problemi in classe, problemi gravi a casa e con poca voglia di studiare, ma non sono qui a scrivere della scuola, sono qui per scrivere una testimonianza di Bullismo che tralaltro devo ancora cercare di risolvere. In terza media stavo tornando a casa da scuola con i miei amici, (amici si fa per dire) insomma mentre camminavo un ragazzo mi si avvicina e mi spinge dicendo \"Che ca*** fai?\" allora io mi arrabbio butto via lo zaino e mi avvicino arrabbiato, ma lui se ne era già andato. Poi dopo qualche settimana una domenica passeggiavo con il fratello del mio migliore amico, avevo un coltellino in tasca perchè per tagliare una custodia di un videogioco Gta san andreas, mi ero dimenticato di posarlo a casa e lo notai subito, all\'improvviso davanti a me passò lo stesso ragazzo, e con la scusa di chiedermi l\'ora mi mise le mani addosso, allora io lo presi per il collo e lo sbattei contro una macchina, e anche lui mi prese per il collo, stavo per cacciare fuori il coltellino ma ci ripensai, e inoltre ci fermò un vecchio e me ne andai insieme al fratello del mio migliore amico. Allora mi informai su questo ragazzo e subito trovai chi mi disse nome e cognome, ed esattamente quel giorno lo incontrai e mi prese per la maglia io non reagii perchè ero nell\'edificio scolastico e quindi sarei stato sospeso, io me ne andai. L\'ultimo episodio risale al 2 gennaio 2011, quando mi seguì con i suoi 3 amici e con la scusa di cadermi addosso per sbaglio mi mise di nuovo le mani addosso, lo volevo prendere a pugni, ma un mio amico ci separò ma ad un certo punto un ragazzo di colore disse \"Fermi, non si fanno queste cose qua!\", ovviamente riferito a loro e non a me, io mi girai verso questo ragazzo, poi mi rigirai e SORPRESA!! Questo ragazzo di cui pronuncierò anche il nome Leonardo, ero già 3 kilometri lontano da me, io mi misi a ridere, e feci amicizia con questo ragazzo che ci salvò, il suo nome era Derrick.
Non lo vedo più da quella data per sfortuna, perchè non vedo l\'ora di vendicarmi, all\'inizio gennaio e febbraio sembravano mesi di distruzione psicologica, non volevo uscire di casa, ma presi il coraggio e cominciai a cercarli, e anche adesso non li ho ancora trovati, ma mi è giunta un informazione da un mio amico, che mi ha detto che Leonardo andrà difianco alla mia scuola superiore, sinceramente ho un po\' di paura, perchè ci ho riflettuto si farà degli amici idioti come lui, e li comincieranno atti di bullismo ancora più gravi, ed io sto cominciando a prepararmi da ora. Ne ho parlato ai miei, ma mia madre mi dice \"lasciali perdere\", mio padre è quello che mi ha dato più fiducia perchè mi ha detto che se mi aggrediscono posso chiamarlo, e lui chiamerà i suoi amici che mi aiuteranno. Spero che questo si risolva al più presto, il mio vero nome è Giuseppe.

BULLISMO GIA' IN PRIMA ELEMENTARE

mg63 Età: 48
sono la mamma di un bambino di 6 anni che ha appena iniziato - e con molta positiva disposizione - la prima elementare. il terzo giorno di scuola é uscito con una ferita sanguinante alla tempia sinistra, causa un elastico. la maestra non mi ha detto nulla ma ha strillato quei bambini. gli hanno sottratto cose dall\'astuccio e scarabbocchiato quaderni ed astuccio, gli hanno spezzato penne e gomma da cancellare. ma la maestra non si é accorta di nulla. ieri mio figlio ha reagito spezzando a sua volta alcune matite a questi bulletti. la maestra gli ha messo una nota sul diario.
il mio bimbo é onesto, tranquillo, educato e sensibile (aiuta anche i bimbi disabili, meno fortunati di lui) e vederlo piangere mi fa male, anche se l\'ho punito togliendogli una scatola di matite nuove a titolo di rimborso e facendogli chiedere scusa alla maestra. non so come far rafforzare il suo carattere e preservarsi da queste situazioni...

MIO FIGLIO E' PERSEGUITATO DA UN BULLO

mamma Età: 37
Ho un figlio di 11 anni e mezzo che da anni è perseguitato da un bullo. I primi anni delle elementari mio figlio manifestava comportamenti aggressivi verso i compagni di scuola,a lungo ho pensato che non fosse normale e l\'ho portato da vari psicologi e terapeuti dei servizi sociali e anche privati. Finchè uno psicologo mi ha aperto gli occhi: \"Signora,suo figlio subisce maltrattamenti da parte di un compagno\".
Me l\'aveva detto mio figlio,ma da oca non gli ho mai creduto e l\'ho rovinato con le mie mani. Per fortuna i genitori del bullo hanno deciso di mandarlo in un\'altra struttura scolastica,a quanto pare per colpa di mio figlio. Vi dico solo che da quando il ragazzo è stato spostato la classe è migliorata notevolmente,mio figlio non è certo un ragazzino calmo e tranquillo,però nessuno è mai venuto a casa mia a lamentarsi del comportamento,a casa dell\'altra mamma c\'è la fila...
Ora,avendo iniziato la scuola media,si ritrovano nella stessa struttura,per fortuna non nella stessa classe.Però il bulletto continua a tormentarlo con offese pesanti,derisioni e anche percosse. Mio figlio ha perennemente qualche livido addosso che gli procura l\'altro e non può più andare al parco giochi con gli altri perchè è perennemente inseguito e picchiato. Non è il solo comunque,ci sono altri bambini tormentati da questo ragazzino.
Ho avvisato la guardia comunale,il preside,il sindaco e il maresciallo dei carabinieri. Non ci si può muovere,il ragazzo ha meno di 14 anni. Intanto io corro una volta alla settimana dagli psicologi per rafforzare mio figlio,mi ha veramente cambiato la vita questa situazione. Posso solo augurare che qualche lumino di intelligenza si accenda nella testa di quei genitori,ma dubito possa accadere.
Aspetto tempi migliori.

A CAUSA DEL BULLISMO MIA FIGLIA VUOLE CAMBIARE CLASSE

a.maria Età: 49
Buonasera, sono la mamma di una ragazzina di 14 anni che ha cominciato la prima superiore.
Purtroppo, solo dopo un mese di scuola si trova in una situazione che a mio vedere si tratta proprio di bullismo.Ha cominciato la scuola con tanto entusiasmo e con la voglia di fare nuove amicizie; anche perchè alle medie non ha avuto una buona esperienza in fatto di amicizia. E\' sempre stata una ragazzina timida.La prima settimana di scuola si era fatta alcune nuove amicizie di cui era molto contenta, All\'interno del gruppetto c\'è anche una sua ex compagna delle medie che si riteneva essere sua amica (anche se in passato le aveva fatto parecchi torti che però mia figlia le ha sempre perdonato). Dopo la prima settimana e dopo una discussione avuta fra loro due a causa di una frase poco felice nei riguardi di mia figlia, anche le altre nuove amiche hanno cominciato senza alcun motivo ad isolarla, a prenderla in giro ed a parlarle alle spalle senza che lei abbia a loro fatto niente. Nonostante abbia chiesto spiegazioni loro continuano con questo atteggiamento a cominciare dalla sua ex compagna. Ora, mia figlia, stufa di questa situazione, giustamente ha manifestato l\'intenzione di cambiare classe se non proprio scuola. Domani andrò a parlare a scuola e spero che facciano qualcosa.Ringrazio anticipatamente per i consigli che mi darete.

NON RIESCO PIU' A FAR FINTA DI NON SUBIRE

piccola me Età: 16
Alle scuola medie avevo un\'altro crattere,mi arrabbiavo per le prese in giro,urlavo e picchiavo chi mi dava fastidio,sono finita più volte dal preside,ma mi sentivo rispettata,nessuno si sarebbe mai permesso di farmi niente.Poi ho deciso che alle superiori non l\'avrei fatto più,volevo andare daccordo con tutti,ma non è stato così.perchè i miei compagni quasi tutti,mi prendono in giro.allora ho portato caramelle a scuola pensando che se le davo non mi avrebbero scocciata più,ma hanno iniziato a guardare nella mia borsa e prendersi tutto senza chiedere;così mi sono sentita davvero imbarazzata e mancata di rispetto e non ho portato più niente.un giorno hanno davvero esagerato,facendo un romore simile ad una scorreggia e hanno detto che sono stata io a farla,mi hanno insultata talmente che ho minacciato uno che l\'avrei picchiato(naturalmente non l\'ho fatto,ma la voglia era tanta,perchè la pazienza di ognuno di noi ha un limite)loro trovano sempre la scusa per prendermi in giro e tutti ridono.Io sono davvero stanca di tutto questo perchè penso che siamo abbastanza cresciuti per certe cose,sono arrivati al punto da scriverlo anche su facebook e ho dovuto cancellarli tutti sperando che nessun\'altro li abbia letti prima di me.Io intanto continuo a far finta di niente come mi hanno consigliato,ma sono arrivata al limite giacchè dovremmo passare ancora un pò di anni insieme.Vi prego di darmi un consiglio al più presto,mille grazie in anticipo!!!

http://www.iltuopsicologo.it/Bullismo.asp

RISPONDO IN BASE AL VOSTRO CONSIGLIO

mara Età: 11
ciao,sono mara.la vita delle elementari era bella,tutti mi ascoltavano e mi vuolevano bene,mapoi alle medie è cambiato tutto.ero bella,cosi (come fanno oggi i maschi) mi ha iniziato a prendere in giro un ragazzo \"non normale\" (ha perso il padre e 1 fratello e una sorella).pultroppo ci stanno pure chi fa amicizia con lui (perchè sono pure loro monelli) e mi hanno iniziatoa prendere in giro i suoi amici.con l\'aggiunta di 2 gelose (una chiatona che la prendono in giro chiamandola big babol perche si veste o di viola o di rosa e una che deve indossare gli occhiali e prendono pure a lei in giro)sono scoppiata per 6 volte.dico sempre tutto a i miei genitori,alle insegnanti e alla preside quando serve (che lei nn è affidabile)ma non ho avuto cambiamenti.sono oggi venuta a vedere la pagina e mo quando diro per esempio \"scemo\" e loro risponderanno "cm te" io gli diro "no sono idiota" per il vostro consiglio.grazie

http://www.iltuopsicologo.it/Rimedi_contro_il_Bullismo.asp

domenica 5 giugno 2011

SONO STATA ISOLATA, DERISA E SCHERNITA

RagazzaDelusa Età: 19
Sono una ragazza di Milano che frequenta la quarta superiore. Studio in un Linguistico Progetto Erica quindi la mia classe è composta maggiormente da ragazze(17). Sono 3 anni che vengo completamente isolata, derisa e schernita.
Tutto iniziò per la compagnia che frequentavo, poichè le mie compagne non l'apprezzavano.
In seguito, avevano iniziato a deridermi per qualsiasi cosa potesse venirgli in mente: la musica che ascoltavo, l'aspetto fisico(a causa di ciò mi sono anche ammalata di bulimia nervosa), il mio modo di vestire, il mio modo di parlare o comportare, i miei voti,ecc...
Oltre alle cattiverie e alle risatine che subivo ogni giorno per 6 ore, sono stata vittima anche di scherzetti stupidi.
Per esempio,mi sono trovata i quaderni strappati, le cicche attaccate alla sedia e allo zaino oppure lanciate nei miei capelli(che ho dovuto tagliare) o attaccate al mio giubbotto, le caramelle ciucciate e poi infilate tra i miei libri, il diario nascosto fuori dalla finestra, ecc...
Insomma, la mia vita scolastica fino ad ora non è mai stata facile. Più volte ho denunciato il fatto ai professori e anche alla preside del mio istituto m nessuno mi ha mai dato aiuto.
Mi sono sempre sentita dire "Resisti, tanto dopo la quinta non le vedi più" oppure "magari sei tu che sbagli qualcosa con loro".
Ho provato e riprovato a mostrarmi disponibile nei loro confronti: ad esempio se qualcuno mi chiedeva in prestito una penna o il bianchetto, non mi sono mai rifiutata di prestarglieli, e se mi chiedevano i compiti o gli appunti per copiarli, glieli ho sempre passati. Mi è anche capitato di coprirle per vari motivi, ma la situazione non è mai migliorata.
Purtroppo è diventata sempre più dura da sostenere quell'atmosfera che si era creata. Ho iniziato a perdere concentrazione in classe, e ad aver la costante paura che al minimo errore potessi venir derisa dalle altre. Così i miei voti cominciarono pian piano a scendere, e io iniziai a chiedere ai miei genitori sempre più spesso di tenermi a casa perchè ero talmente in ansia di entrare in
classe che mi sentivo male( spesse volte al punto di avere mal di pancia o mal di testa fortissimi). 2 settimane fa ad una gita, le mie compagne mi hanno nuovamente e pesantemente aggredita (verbalmente) con la scusa delle numerose assenze che ho fatto e da quel giorno non mi sono più presentata a scuola perchè mi sono sentita male per via dell'ansia che mi hanno causato. Ho informato la preside, chiedendole nuovamente aiuto, ma lei niente, ha dato nuovamente la colpa a me. Mi ha detto di finire la scuola e se proprio ci tenevo, di cambiare scuola l'anno prossimo. La preside non mi ha concesso di ritirarmi dalla scuola ma io non me la sono sentita di rientrare in quelle mura e non ho più frequentato quindi ora io sono soltanto un'alunna assente e come conseguenza di ciò la preside mi ha rimosso dal programma(a cui tenevo moltissimo) degli studenti che in estate svolgono gli stage lavorativi nelle aziende. E quindi, alla fine di tutte le mie sofferenze, l'unica punita sono stata io! Infatti sono stata avvisata che con queste assenze verrò bocciata (nonostante avessi dovuto avere la media del 7 e tre esami da fare a settembre) a priori perchè ho superato i 50 giorni della legge Gelmini. E la cosa che mi delude maggiormente è che se qualcuno avesse provveduto a me prima, forse non sarei arrivata a questo punto oggi. Ma ora capisco perchè si sentono al tg così tante storie di ragazze/i che si suicidano, dove nessuno aveva provveduto per evitarlo.

SUBISCO LA BRUTALITA' DEI MIEI AMICI

Sara Età: 16
Sono una ragazza che fin dai primi anni ha sempre mostrato un profondo interesse per tutto ciò che riguardasse l'arte e la poietica. Non mi era difficile studiare o ragionare di cose complesse,la mia mamma era sempre contenta quando i miei maestri le dicevano che qualsiasi direzione sua figlia avesse preso,sarebbe potuta arrivare a grandi risultati senza il minimo sforzo.
Grazie a questo tipo di indole avevo molto tempo libero: lo passavo volentieri
con gli amici,a ridere e giocare all'aperto.
Adoravo le persone. Mi piaceva molto stare in compagnia,amavo gli animali ed
ero felice in qualsivoglia momento ricreativo,anche solo durante la mattina passata con la mia famiglia o il pomeriggio a giocare con mio fratello.
Non ho mai avuto problemi con i miei compagni,finchè non mi sono iscritta al liceo classico.
Fin da subito ho notato una situazione paradossale. Era come...se qualcosa non andasse. Reagivano in maniera diversa alle situazioni a cui ero abituata,avevano un diverso modo di pensare. La quasi totalità delle ragazze si vestiva con magliette molto corte e che lasciavano intravedere i seni,si truccava molto e fumava spesso,anche durante il cambio dell'ora,beveva tutti i
weekend fino ad ubriacarsi. Molti ragazzi facevano uso di droga leggera. Ma quello che mi ha lasciato perplessa non è stato tanto questo,quanto la più totale assenza di sentimento e pietà umani...da parte della maggior parte.
Ho visto i miei stessi compagni deridere e prendere in giro una signora anziana che camminava per strada con le stampelle,gioire degli infortuni (molto gravi) della nostra professoressa d'Inglese,che è sempre stata una signora gentile e disponibile,chiamare a casa l'anziana vedova di uno dei miei pochi compagni di classe che sembrano essere umani e chiedere se potevano parlare con il marito della stessa,sapendo che era morto.
Tempo fa lessi una frase: "la normalità assume la forma del contesto in cui vivi. Se vivi in un mondo di giusti,è normale che tu sia giusto",se vivi in un modo dove la brutalità fa da padrona...allora è anormale colui che non compie
azioni violente contro il prossimo.
Per quanto io amassi gli altri,non potevo permettermi tali cattiverie. Non volevo fumare. Non volevo drogarmi. Non volevo deturpare il mio cuore vedendo la faccia affranta dello sfortunato che avrei dovuto deridere.
Tuttavia erano i miei compagni di classe. Il fatto che non condividessi il loro comportamento non m'impediva di starci assieme,semplicemente rifiutavo quelli che a me sembravano comportamenti sbagliati,e non ho mai rinunciato a seguire i valori in cui credevo pur sentirmi parte del gruppo.
Ho forse sbagliato?
Forse.
Fino a quasi un anno fa sono vissuta in un clima di generale accettazione,fino a quando non ho cominciato a realizzare costumi teatrali. Era naturale che la mia passione per l'arte mi portasse a fare una cosa del genere,e a dirla tutta
ero anche piuttosto entusiasta di questa mia attività.
Mettevo spesso le foto dei miei lavori su facebook,talvolta indossando le mie
stesse creazioni,dato che li realizzavo usando le mie misure. Sono stata presto contattata da fotografi che volevano realizzare degli shooting con me come soggetto,ovviamente con il consenso dei genitori.
Nononostante io non mi reputi affatto una modella,mi è stato detto che i fotografi sarebbero stati entusiasti di scattare con me anche più di una volta.
Così è stato fatto.
La notizia si è diffusa presto in classe. Tra le ragazze,tra i ragazzi.
Alcune venivano a complimentarsi con me,altre bisbigliavano con le loro amiche e i loro amici.
Fu allora che successe.
Stavamo uscendo da scuola...quando sono stata colpita da un mio compagno con calci molto forti alla schiena,che al tempo mi lasciarono vari lividi. Sentivo
la mia cassa toracica rimbombare.
La violenza di quei colpi era tale che dopo i primi non ho potuto trattenere le lacrime per via del dolore...
Alcuni dei ragazzi che gli stavano attorno gli dicevano di smetterla,tuttavia si è fermato solo quando mi ha visto in lacrime.
Se ne è andato senza una parola,bisbigliando che non gl'importava niente di quello che aveva fatto,e che non gl'importava nemmeno di me,tanto ero una persona strana.
Non ho avuto mai il coraggio di raccontare quest'esperienza ai miei genitori,e l'ho detto solo ad amici molto stretti.
Nonostante i lividi e il dolore,decisi di lasciare la faccenda in sospeso...tanto ero curiosa di sapere il perchè di quella aggressione nata di punto in bianco. Quando glielo chiesi,non ne volle parlare. Era tutto così strano. Tutto sembrava perfettamente normale.
Indecisa sul da farsi,mi accorsi che nel frattempo le due ragazze di fronte a me avevano cominciato a rispondermi male.
Quando chiamai per nome una delle due (e le chiamavo molto raramente) per chiedere una gomma,dato che avevo visto che non stava parlando con nessuno e stava semplicemente leggendo,si girò e mi disse "Che ***** vuoi."
Ci rimasi talmente male che la domanda mi morì in gola.
Anche le mie compagne di banco rimasero talmente tanto sorprese che non poterono fare altro che rimanere con gli occhi sgranati,senza spiccicare parola.
Cominciai ad essere insultata senza motivo. Mi veniva detto di tutto: che ero stupida,che ero brutta,che ero strana perchè avevo un hobby strano,che ero asociale,che facevo schifo,che era meglio se fossi morta.
Mi sono arrivate,certe volte in tono cantilenante,certe volte in tono serio,minacce di morte come "Ti taglio la gola" da parte della componente maschile.
I miei amici non riuscivano a credere alle loro orecchie. Mi chiedevano se avessi fatto qualcosa per provocare tutta questa violenza,io gli rispondevo che non avevo potuto farlo in nessun modo,in quanto mi limitavo a seguire la lezione e chiaccherare ogni tanto del più e del meno tra una lezione e l'altra. Non li frequentavo dopo scuola,nè mai li avevo incontrati in giro per la mia città.
Tutti mi dicevano di lasciar perdere o di parlare col preside.
Ma chi denunciavo al preside? Chi? Quasi un'intera classe?
E che cosa avrebbe potuto fare il preside contro di loro...contro i loro genitori,tutti molto "fieri" dei loro figli prodigio che frequentavano un liceo così prestigioso?
Continuavano ad arrivarmi insulti. Continuavo ad essere trattata male. Ora anche un mio compagno che all'inizio sembrava mio amico aveva cominciato a fracassarmi libri,penne e quaderni,e mentre lo faceva gli altri ridevano.
Quando chiedevo spiegazioni,nessuno sapeva risponderm. O mi rispondevano insultandomi.
Non riesco più a dormire.
Mangio poco,pochissimo. Ho perso 3 kili,e ne pesavo appena 50 per l'1.70 di altezza che mi ritrovo. Quello che mangio voglio vomitarlo. Non voglio andare a scuola,adesso studio con difficoltà e controvoglia.
Non riesco a stare tranquilla,nemmeno a casa,nemmeno in vacanza. Ho paura di quando dovrò tornare a scuola.
La sera poggio la testa sulla scrivania senza fare niente.
Ho cominciato a bere volontariamente bevande andate a male,saponi.
Non importa quanti amici abbia fuori da scuola: per loro sono un'asociale. Non importa quanti ragazzi vogliano conoscermi,per loro sono brutta,e faccio schifo. Non importa che abbia la media più alta della classe o che frequenti ambienti di confronto e di dibattito,per loro sono stupida. Non importa che creare costumi teatrali sia una delle arti più belle e più caratteristiche d'Italia che ci rende famosi anche all'estero (Carnevale di Venezia,Viareggio),per loro è un hobby strano. Io stessa sono tutta strana,perchè non fumo,non bevo,non mi drogo,a scuola non mi trucco e non lascio intravedere i seni.
E' inutile appellarsi a valori che non esistono. Inutile appellarsi all'amore,alla pietà,all'amicizia. E' la brutalità ad essere la vera realtà.
E tu che gli vai contro, sei solo un condannato a morte.

mercoledì 4 maggio 2011

MIO FIGLIO SUBISCE MALTRATTAMENTI DALL'INSEGNANTE

davide Età: 49
..Ho un figlio di 11 anni che frequenta la prima media in una scuola in Campania. Il ragazzino è molto timido ed ha una grossa sensibilità. Purtroppo a scuola subisce l'arroganza di ragazzini più vivaci ma la cosa che più non riesco a digerire che c'è una insegnante che lo maltratta in modo cattivo e gratuito. Il comportamento di questa signora è uniforme con tutta la classe al punto che è temuta ed odiata da tutti compresi le varie colleghe della stessa. Questa situazione viene subita da mio figlio in modo particolare al punto che pregiudica il normale ciclo di apprendimento dello stesso il quale ha un vero e proprio terrore dell'insegnante. A causa di ciò ci siamo rivolti al preside e con tanto di certificazione medica attestante alcuni episodi di crisi di panico verificatisi sia in classe che durante le varie attività sportive che lo stesso effettua settimanalmente, ricevendo rassicurazioni in tal senso. Dopo alcune settimane siamo al punto di partenza mio figlio non poche volte ha pianto in classe proprio a causa di questa insegnante che non esita a maltrattarlo. Prima di informare l'Autorità Giudiziaria le chiedo come posso avviare il problema sopratutto come posso interloquire con mio figlio il quale non ne vuole proprio parlare. Sono un Brigadiere dei Carabinieri e mia moglie è casalinga.

MIA FIGLIA SUBISCE IL BULLISMO AL FEMMINILE

mamma sola 70 Età: 40
Chi scrive è una mamma arrabbiata..sono quasi due anni che lotto contro tre ragazzine che sono in classe con mia figlia....ho sempre pensato che questa era l'età della spensieratezza,del gioco pulito, dell'amicizia...e invece mi ritrovo qui impotente a non saper che fare,che dire a mia figlia,come aiutarla...riconosco che forse ho sbagliato a tirarla su buona,disponibile e altruista..trovo che ora vivrebbe meglio se avresse un po di cattiveria...queste tre ragazzine la insultano in continuazione ma il peggio è che raccontano in giro un sacco di bugie che la mettono pure in cattiva luce...istigano le altre compagne ad evitarla...morale...è sempre sola...durante la merenda a scuola,durante le attività e perfino ai compleanni..l'ultimo ,di un suo compagno, è durato ben 42 minuti poi l'ho portata via in lacrime...che rabbia che ho dentro!!!!Non riconosco questa generazione,mi sembra tirata su senza le buone regole della convivenza,senza conoscere il significato di rispetto e amore per il prossimo...vorrei tanto vedere mia figlia sorridere come una volta...una vita semplice e spensierata almeno ancora per un po...poi già la vita ti riserva mille sorprese...mille problemi...come aiutarla???Gli insegnanti hanno le mani legate..il preside crede che il bullismo a 10 anni non esiste...mi sento impotente

venerdì 19 novembre 2010

BULLISMO PSICOLOGICO DALLE COINQUILINE

Omega Età: 24
Salve, sono una studentessa di psicologia. Da qualche settimana mi trovo in una situazione che non trovo altro termine per definire se non bullismo psicologico, che avviene all'interno della mia abitazione, da parte delle mie coinquiline, dato che sono studentessa fuori sede. C'è una storia di qualche anno precedente allo scoppio che è avvenuto da poco tempo.
Quando entrai in casa cercarono tutte di legare con me e di coinvolgermi. Una di queste ragazze, come me, studia psicologia nella mia facoltà. Inizialmente andava tutto bene, ma dopo un po'di tempo senza alcun motivo apparente, ogni volta che mi trovavo in spazi condivisi con questa ragazza, lei si allontanava, evitava di parlare con me, e così facevano anche le altre, per un motivo che non sapevo definire. Dopo un po' di tempo mi accorsi che questo evitamento avveniva più o meno nel periodo di studio. Pensai che forse a questa persona desse fastidio che io avendo 3 anni in meno fossi più avanti nello studio, perchè oltre a evitarmi, lanciava delle sottili battute su alcune cose che mi riguardavano (il fatto che a volte mi fossi fatta firmare la presenza dalle amiche) e denigrandole davanti a me. In ogni caso in quel periodo andavo a chiedere spiegazioni sul suo comportamento, le chiedevo se le avessi fatto qualcosa, e quello che ricevevo era un no, un abbraccio, un ringraziamento sul fatto che avevo aperto il discorso e una dichiarazione di amicizia. Per poi tornare punto e a capo. Sono poi cominciati vari episodi paradossali: spesso con questa ragazza, M., si fissava di fare qualcosa insieme, ma puntualmente venivo a sapere che lei l'aveva già fatta per fatti suoi senza avvertirmi. Una terza ragazza, P., che mi sembrava un po'dipendente da M. e particolarmente fragile, spesso mi rimproverava di cose che non avevo fatto, quali il lasciare disordine, o il non lavare i piatti, cose di cui era responsabile M. la quale nonostante fosse presente non disse mai nulla negli episodi. Cominciai a trovare il comportamento di M. poco rispettoso nei confronti sia miei che delle altre. Per quanto riguardava me, io cercai di essere sempre disponibile, anche sul prestarle dei miei vestiti. Lei cominciò a entrare nella mia stanza, a prendere vestiti, a rovinarli senza avere la decenza di dirmelo. La musica a tutto volume con le porte aperte mentre. Lo spostare, o il buttar via le mie cose senza chiedere il permesso. In quel periodo in cui mi evitavano ci stetti malissimo, pensavo di aver fatto loro qualcosa, e scrissi sul mio diario per sfogarmi. Probabilmente qualcuna di loro trovò quelle pagine, ed M.le utilizzò davanti ad altre persone per farmi passare da persona falsa, che non dice le cose davanti, e che è cattiva (ovviamente lo sfogo era pieno di parolacce). Mi sono sentita sempre repressa con loro, perchè l'aggressività di M.mi spaventava, non riuscivo a dire le cose che non mi andavano bene, sentendomi dire da lei e dalla mamma che sono una persona arrivista perchè ero avanti nello studio, ed ho incassato. Nonostante ciò mi sono resa disponibile, feci ad M.delle traduzioni, la aiutai con gli esami, badai alcune volte a una persona molto vicina a lei che ha problemi di dipendenza. Ho assistito a situazioni estremamente violente che mi hanno lasciato un'impronta, sentendomi rimproverare nei giorni seguenti perchè avevo detto di non voler mai più vedere in casa cose del genere. Alla fine, dopo 3 anni di questi episodi, ho perso la pazienza, ho deciso di non reprimermi più ed ho detto a questa persona quello che pensavo di lei. La risposta di M. è stata che io sono la persona invadente, che io non so stare accanto alle persone perchè sono menefreghista (ovviamente la battutina sul fatto che io sarò un pessimo psicologo non poteva mancare), che ho le manie di persecuzione perchè credo che tutto ruoti attorno a me.
Nella stessa conversazione però mi faceva capire che seguiva le mie pagine internet e sapeva gli eventi che mi accadevano. Mi diceva che sentiva ogni cosa dalla mia camera, mi riferiva le parole, ma poi diceva che per lei non esistevo. Queste parole adesso non mi hanno ferita, perchè ho imparato a stare benissimo da sola. Inoltre mi dice che anche l'altra ragazza, P. pensa quelle stesse cose di me. Quello di cui mi accusava, era di non andare a chiedere spiegazioni. Io penso che se mi viene fatto un torto, debba essere lei a parlarne con me se ci tiene, perchè evidentemente lei ha un problema con me. Per questo sono stata accusata di essere menefreghista. E delle accuse su episodi che proprio avevano un altro significato e sono stati interpretati come invadenza. Mi ha chiesto di andarmene da casa.
Io non sono nella situazione di andarmene, ho una persona in famiglia che sta
morendo, e credo di non dover essere io ad andarmene di casa. Ho notato che M. è inoltre una persona che parla alle spalle. L'ho capito perchè anche con me parlava male di altre persone, di tutte le altre coinquiline, si vantava del fatto che le raccontassero storie dei loro problemi psicologici, e di tante altre cose in cui lei eccelleva rispetto agli altri. Le ho chiesto quindi di lasciarmi in pace, di non invadere i miei spazi e di evitare di fare battutine ad altre persone che non c'entrano nulla nei nostri screzi. Quello di cui ho paura è non tanto che si crei una situazione in cui vengo esclusa (ormai sono quasi abituata a non essere informata sulle cose che riguardano la casa e quindi tutte noi), quanto di una qualche ritorsione psicologica, che le battutine continuino, e fenomeni di questo tipo. Sono sempre stata una persona abbastanza forte, a livello psicologico. Ma in questo periodo mi sento molto abbattuta, come se non valessi niente, come se fossi inutile, come se non avessi niente da dare. Ciò nonostante ho creato una cerchia di amici al di fuori della casa, e degli altri interessi quali suonare in un gruppo musicale, che coltivo sempre fuori. Non so come reagire davanti a queste cose, che per me non dovrebbero neanche esistere. E probabilmente ho bisogno di sapere se mi sto sbagliando o meno nel modo di considerare questa situazione. Grazie.

VITTIMA DELLE BULLE A CAUSA DELLA MIA BELLEZZA

frida may Età: 17
Un saluto ai visitatori del sito.la mia storia è legata a maltrattamenti perpetrati da compagne di scuola e risale all'inizio del liceo.premetto che ho sempre condotto una brillante carriera scolastica e anche il liceo mi ha riservato le medesime soddisfazioni.nonostante il mio rendimento non ho mai cercato per me gloria e riconoscimenti, nè mi sono posta in una posizione di superiorità rispetto agli altri, non solo perchè io considero i compagni per quanto di bello possono offrirmi nella vita quotidiana, ma soprattutto perchè non sono una persona competitiva o superba.anzi vi dirò che sono sempre stata una ragazza molto solare,simpatica,con una particolare abilità nell'imitare i prof!:-),aspetti che hanno da subito divertito i miei compagni e hanno contribuito a farmi sentire integrata. i problemi si sono presentati all'improvviso,tuttavia era chiaro che già esistevano e anzi erano cresciuti come una malattia silente e asintomatica.e da lì un susseguirsi di frecciate, battute poco eleganti che alludevano ad una predilezione di un professore nei miei confronti(peraltro non certo richiesta da me);inoltre queste ragazze hanno iniziato ad isolarmi, a mettermi in cattiva luce dinanzi agli altri compagni!e io che mi chiedevo:ma come?usciamo insieme,ridiamo,trascorriamo dei momenti sereni e felici,com'è possibile?questa corgerie di maltrattamenti è andata intensificandosi finchè un amico comune,fuori della scuola,ha iniziato a mostrarsi interessato a me.tutti mi hanno sempre definita molto bella e anche le "bulle" me lo hanno fatto notare in diverse occasioni nelle quali ho avuto modo di cogliere una certa nota di disprezzo,anzi di rimprovero.ho vissuto momenti decisamente bui,non parlavo con nessuno perchè già di mio sono alquanto riservata,anzi quando mi sono aperta con una parente sono stata accusata di manie di persecuzione.ancora oggi, nonostante abbia l'appoggio di una eccellente compagna e l'affetto di tutti gli altri compagni MASCHI,il clima in classe è opprimente,non mi sento circondata da persone sincere.come cambiare il mio comportamento o emendare in loro?grazie per la cortese ettenzione e scusate se sono stata prolissa!!!:-)

martedì 22 giugno 2010

HO SUBITO ATTI DI BULLISMO DA PARTE DI TUTTI

Sonya Età: 16
Sono una studentessa del liceo, da quando ero alle
elementari sono sempre stata timida, ma ho avuto dei buoni rapporti con tutti,
fino alla quarta. Da lì in poi, in qualsiasi scuola o gruppo in cui sono
entrata, mi sono ritrovata sotto bullismo, a volte, pure da parte dei
professori...
In quarta e quinta dicevano che ero handicapata e che gli facevo schifo.
Piangevo spesso per questo, ma ciò che mi faceva stare male più era che in
entrambe le due scuole (la quinta l'ho frequentata in un'altra scuola, per
cercare di sfuggire alle prese in giro) a dire queste cose per prime, erano
state due mie care amiche, che per me in quel periodo, dato che i miei avevano
appena divorziato, erano tutto. Nell\'estate della quinta mi era sembrato di
uscirne, perchè avevo fatto amicizia con alcune ragazzine e uscivo spesso con
loro. Poi, a causa di un litigio scatenato nel gruppo dalla madre di una di
loro, non le ho più frequentate e mi sono chiusa in me stessa, perdendo poco a
poco tutti gli amici che avevo. Ho cambiato scuola spesso da allora: in prima
media ridevano di me e mi minacciavano, mi buttavano gli astucci a terra e mi
hanno fatto scherzi molto pesanti, coinvolgendo pure, una volta, un mio amico
(sotto minaccia)e facendoci litigare. Tutta la scuola rideva di me e così
cambiando speravo che cambiasse tutto, invece anche nella successiva sono
diventata la soggetta della situazione. Qui, oltre per la mia timidezza, mi
prendevano in giro perchè ero brutta, dicendo che nessuno voleva uscire con me
e che gli disgustava anche pensare di toccarmi. Provai anche gli scout e
dissero le stesse cose anche lì. Entrata al liceo ho cercato di essere
femminile ed estroversa e hanno iniziato a prendermi in giro per quello e
perchè ero amica di una ragazza down e per questo, secondo loro, dovevo
vergognarmi... ho cambiato di nuovo scuola, ma questa volta non sono riuscita a
fingermi estroversa. Mi hanno presto isolata e, entrata su fb e msn, non mi
hanno dato l'amicizia e qualcuno mi ha presa a parolacce, dicendo che gli
stavo sul... perchè ero associale. Una professoressa, inoltre, dato che non ero
brava nella sua materia, ha iniziato a prendermi di mira e dire ai miei
compagni che ero pazza, che dovevano chiudermi in un manicomio, che sarebbe
stato meglio non fossi mai nata, che ero una disgrazia... Sono stata ricoverata
per una malattia e lei, nel frattempo, ha sparso la voce in classe che non era
vero e l\'anno successivo che io mi fingevo cieca, perchè ho dovuto confessarle
che non vedo con un occhio.
Nella nuova scuola (ho cambiato di nuovo) vado d\'accordo con tutti e ogni
tanto esco con alcune mie compagne, ma non riesco a stare bene con loro, perchè
penso sempre che da un momento all\'altro possano voltarmi le spalle e iniziare
a ridere di me e chiamarmi sfigata. Ho paura di fargli sapere che non ho amici.
E non riesco nemmeno ad avere un fidanzato, perchè se qualcuno mi chiede di
uscire io non riesco più nemmeno a rivolgergli la parola. In molti mi dicono
che sono bella e simpatica e intelligente... ma non ci credo, non riesco
neanche a immaginare di stare con un ragazzo, di fidarmi di qualcuno al punto
da concedermi di poterlo amare.
Infatti, anche se ho detto che ogni tanto esco con loro, capita di rado, e
capita anche che a scuola io non riesca a parlare con loro, che mi nasconda
dietro un libro a ricreazione, fingendo di studiare. Ma in realtà non studio.
Non ci riesco. Ho paura di prendere brutti voti e di scoprire di essere davvero
stupida. Anche ora dovrei studiare, ma appena ci provo mi viene la nausea, come
anche prima di andare a scuola. Quest'anno ho fatto molte assenze e ho finto
spesso di stare male sfruttando il fatto che per un certo periodo mi sono
sentita male davvero, sempre per lo stress. Ma quelle cinque ore per me sono
una tortura... non so sopportare lo sguardo delle mie compagne, che mi
dimostrano in ogni modo che mi ritengono una di loro e il sapere che io non so
nemmeno ricambiare la loro amicizia. Non sopporto più niente... e verrò
bocciata per questo, per i voti bassi e le assenze. Prima ero la migliore in
ogni materia, ora sono solo una fallita che non fa altro che autocommiserarsi,
perchè non è in grado di lottare... Non credevo sarei diventata questo. Ho
deluso tutti. Vorrei tanto uscirne, ma sento che sarà dura. Sento che forse, se
mi aprissi con qualcuno, sarebbe più semplice, per questo scrivo qui... ma far
sapere alle persone che conosco tutto ciò che ho appena scritto mi spaventa,
non so se capiranno o se ciò le allontanerà di più. Mi sento diversa. Lontana.
Persa.

NON SO' CHE CONSIGLIO DARE A CHI E' VITTIMA DI BULLISMO

Paolo Età: 16
Salve a tutti.

E' la prima volta che riferisco ciò a qualcuno... spero di essere abbastanza
preciso, e di essere capito.

Io, al contrario di tanti altri, quando ero alle medie non avevo alcun problema
a socializzare con gli altri ragazzi della mia età, perchè eravamo quasi tutti
alla pari, piccoli, e quindi nessuno poteva prendere in giro un altro.

Ora che sono andato alle superiori (adesso mi trovo in 3°), dalla prima
superiore è tutto peggiorato.
Ci sono alcune fasi della giornata scolastica in cui non sono preso di mira dai
bulli, e altre dove sono preso di mira.

Purtroppo non sono ancora uscito da questa situazione orrenda, ed ogni anno,
spero che non ci sia nessun bullo che mi prenda di mira, ma... in ogni classe
c'è sempre qualcuno che deve usare le mani per sentirsi grande.

Non so che consiglio dare a chi è vittima del bullismo... perchè neanche io
l'ho trovato.

TI RENDI CONTO CHE IL BULLISMO ESISTE QUANDO CAPITA A TE

non credevo Età: 13
io non credevo di essere stata vittima di bullismo fino a
quando per una ricerca scolastica non ho letto alcuni scritti che parlavano e
spiegavano questo fenomeno. Il mio persecutore è di un anno più grande perchè è
stato bocciato. Non credo che il mio caso abbia caratteristiche standard:
Eravamo molto amici ma poi ha iniziato a trattarmi male, offendendomi e
rompendo delle mie cose. Di lui non mi sono sorpresa molto quello che mi ha
colpito è che nessuno, nemmeno le mie più care amiche hanno fatto qualcosa per
fermarlo, nessuna. Io mi reputo una persona abbastnza forte emotivamente e dopo
un po' di questi sopprusi l'ho affrontato, gli ho urlato contro
(contrariamente a come consigliano gli esperti ho poi scoperto) e gli ho fatto
capire che se voleva offendere qualcuno con me aveva sbagliato persona. Non
credo che se l'aspettasse perchè (non subito) ma piano piano ha smesso. Abbiamo
amici comuni perciò tutt'ora stiamo insieme e non mi da fastidio, anzi. Io non
ho più accennato all'accaduto ma non dimentico ne perdono ma la cosa mi ha
aperto gli occhi: il bullismo esiste. Io non credevo, finchè non capita a te tu
non ci credi.

PESI ED ARTI MARZIALI CONTRO IL BULLISMO

Ex vittima del bullismo Età: 29
Io sin dalle elementari non dico che ho vissuto veri e propri atti di bullismo (a parte quando sono stato picchiato una volta) ma comunque c'era gente che mi stuzzicava faceva battute pesanti e minacciava di picchiarmi fuori dalla scuola e io quando uscivo dalla scuola facevo un altra strada per non incontrare il bulletto perchè avevo il terrore credetemi.
Una volta c'era uno alle scuole medie che era fidanzato con una mia compagna di
classe che a me piaceva e si era inventato che io gli avevo dato fastidio e mi
minaccio ma finì per fortuna li la cosa. Sempre alle scuole medie c'era uno
che l'aveva presa con me non si sa per quale motivo e mi faceva minacciare dal
fratello che era anche grosso di stazza.Alle superiori stessa situazione. Forse
perchè ero timido e gracilino. Però tutto cambiò quando decisi di iscrivermi in
palestra. In fatti dal quarto al quinto superiore ero cambiato parecchio
fisicamente grazie ai pesi e mi sentivo più sicuro di me. Insomma c'era gente
molto cattiva a scuola dalle elementari alle superiori. Come ho detto prima al
quarto superiore iniziai a fare pesi avevo 17 anni e piano piano ho preso
sicurezza in me stesso. Sono molto più socievole perchè più sicuro di me
stesso. Non ho più ovviamente paura dei bulletti e quando ne vedo qualcuno può
bastare che lo guardo male e se ne va anche perchè oramai sono più di 10 anni
che faccio bodybuilding e powerlifting e sono passato da neanche 60 kg di peso
corporeo a oltre 90 kg. Con tutti quei muscoli e con la forza acquistata sia
con il bodybuilding ti credi quasi un padre eterno anche perchè sono uno dei
più grossi e forti della mia palestra dove mi alleno. L'unica cosa che però
non mi piace di me stesso è che penso è a causa del bullismo subito quando ero
poco più di un bambino fino a 17 anni, sono diventato molto permaloso e sono un
pò diffidente. Non ho incontrato mai più i bulletti che mi davano fastidio ed è
meglio così perchè se li dovessi mai incontrare penso proprio che gli
spaccherei la faccia! Ovviamente sono contro il bullismo e sono pronto a
difendere la gente che subisce il bullismo. Fate pesi fate arti marziali e
vedrete che sconfiggerete il bullismo. Voglio dire un ultima cosa: Adesso nasce
anche il cyber bullismo che è ancora più da vigliacchi perchè si è nascosti
dietro un monitor! Ho detto tutto. Un abbraccio

lunedì 19 aprile 2010

HO DA SEMPRE SUBITO ATTI DI BULLISMO

Alessandra Età: 15
ciao io abbito a roma e ho da sempre subito atti di bullismo sono stata sempre presa in giro alle elementari per il mio modo di essere sempre molto timida e mi prendevano di mira anche riguardo al mio comportamento io da sempre non sono mai stata accettata per quello che sono non avevo amici venivo derisa spesso e volentieri ed escusa nei giochi di gruppo alle medie è stato anche peggio delle elementari e le offese erano più pesanti del solito e cominciavano a farmi più male che mai non venivo invitata alle feste di compleanno e il sabbato non uscivo mai con nessuno adesso stò al primo superiore perchè sono stata bocciata un anno a raggioneria e adesso stò alla scuola alberghiera e con la mia classe mi trovo molto bene ma tutta la scuola cioè persone di tutte le classi mi chiamano ripetutamente barbie perchè ho un viso e un corpo perfetto e magro e ho i capelli biondi poi sono stata fidanzata per quasi un mese con un ragazzo di nome mattia di 15 anni che era un ragazzo della classe accanto alla mia poi lui mi ha lasciata perchè diceva che non era pronto ad avere una storia con me e disse tante altre cose che per me erano solo scuse poi il giorno dopo si stava baciando con un altra e ho saputo dai suoi amici che lui baciava lei non perchè gli interessava ma perchè voleva
vedere la mia reazione per farmi soffrire e ci è riuscito questo è stato il
colpo di grazia che mi ha fatto veramente molto soffrire di più di quanto io
già stessi soffrendo poi adesso 2 ragazze della classe sua mi volevano menare
ma alla fine non lo anno fatto per paura di beccarsi la sospensione e anche
perchè un loro amico che stà nella mia classe ed era anche amico mio disse a loro di lasciarmi stare queste 2 ragazze anno preso a chiamarmi pure loro barbie io ora non ho più fiducia in mè stessa il mio livello di autostima è molto basso vado male a scuola proprio per tutti i disaggi che io ho dentro di me io ho un enorme soffereza dentro di me che nessuno può capire e immagginare per fortuna almeno nella mia classe ho più amiche del solito

martedì 16 marzo 2010

CYBERBULLA

Laura Età: 34
Questa scritta qui è una storia vera, è una storia di una bimba che ha subito violenza e ora sta molto male. Sta male perché ha subito
cyber bullismo da parte di alcuni adulti. Per paura da allora non mangia e
soffre di attacchi di panico. Userò un nome di fantasia, per proteggerla. La chiameremo Maria. Maria è una bimba molto tranquilla, dolcissima e ha un grande amore per la musica. La prima volta che si collega a internet a solo dodici anni. I suoi genitori sono contrari a regalarle un pc, pensano che sia troppo giovane ma poi acconsentono , fidandosi della figlia. E’ una figlia ubbidiente e non ha mai creato particolari problemi.

La piccola chatta con i suoi amici, come tutti gli adolescenti di oggi. Senza particolari problemi. Un pomeriggio decide di cercare informazioni sul suo gruppo preferito. Trova una donna che sostiene di conoscere questo gruppo direttamente. Dalla gioia non ci crede e commette l’errore di scriverle. La donna le conferma quanto già trovato, addirittura si spaccia per promoter ufficiale della band in questione. Le garantisce che tramite lei ha molte probabilità di incontrare il suo chitarrista preferito.

La donna convince la bambina a registrarsi sul forum della suddetta band,
sostenendo che qui troverà altri fan che decideranno se la bambina è adatta a partecipare al loro fan club. Purtroppo molti vogliono incontrare il gruppo e quindi sono costretti a fare delle selezioni. Non tutti sono adatti a incontrare la band. La bimba si iscrive fiduciosa, sperando veramente di poter essere scelta e incontrare il suo idolo. Scrive un primo messaggio presentandosi. Viene immediatamente attaccata e minacciata in maniera grave. La minacciano di morte. Impaurita chiede aiuto alla donna, che le risponde che le minacce se le merita. Si avete letto bene. Se le merita.

La donna decide di far credere ai suoi amici fan che la bimba sparlava di loro.
Motivo? Banale gelosia, la sua risposta è stata questa: “quelli sono solo i suoi amici, non me li porterai via”, quindi si è sentita costretta ad
avvertirli. Da tener presente che questa donna ha trentatre anni e madre di due figlie. Questo è solo l’inizio purtroppo. La bimba chiede aiuto alla famiglia che contatta il webmaster del sito. Il webmaster e il manager della band si scusano con loro, e promettono di controllare meglio il forum. Il forum come promesso cambia, si aggiungono più moderatori e quindi più controllo.

La donna viene avvertita che la famiglia ha intenzioni legali, quindi lei per paura si scusa e racconta perché del suo comportamento. Accuserà un'altra ragazza dei reati da lei commessi. Sostenendo che è il male in persona. La famiglia scettica contatta la ragazza per dei chiarimenti e scopre che questa giovane è innocente. La ragazza racconta la sua storia. La vera colpa è di un ragazzo esaltato e di amici compiacenti. Il ragazzo si fissa su una persona e gli amici lo spalleggiano. La donna ha solo seguito il branco, peggiorando di molto la situazione. In realtà la stessa donna è solo una pedina per farsi quattro risate. La ragazza racconta che fu costretta ad abbandonare il forum perché erano riusciti a convincere tutti del suo odio. Qualsiasi cosa sarebbe stata inutile.

La famiglia ha di nuovo una discussione con la donna. Disperata, lei, si scusa di nuovo dicendo di essere molto stressata, che non voleva tutto questo e di aver agito in buona fede sempre, credendo alle persone sbagliate. Racconta di essere una persona sola senza amici e le piaceva la protezione di chi le credeva. Il tutto la faceva sentire importante e amata, amore che non ha mai ricevuto dalla sua famiglia e della vita. Nel reale lei è una persona rispettabilissima ma qui si è fatta prendere la mano e si è trovata nel panico.
Molte cose sono state fraintese, lei non è cattiva.

La famiglia lascia cadere le accuse per pietà. La bimba e la donna restano
amiche e la situazione sembra migliorata. Mentre la famiglia e la bimba credono nella buona fede della donna. Tutto torna tranquillo, o così sembra. Verranno violati account, lasciati messaggi denigratori, minacce e altri reati.
Obbiettivo far credere che la bimba e la ragazza siano la stessa persona o poco serie. La bambina verrà di nuovo attaccata senza ragione. Verrà accusata di essere dispettosa, di pazzia e di stupro. Da allora la bimba si è chiusa in se stessa, piange e rifiuta il cibo.

La famiglia sta attualmente cercando di mettersi in contatto con la donna per avere spiegazioni. I ragazzi fanno gruppo e la donna è inrintrancciabile. La piccola passa come una cyberbulla …
Grazie per questo spazio e per aver letto. Laura.

BULLISMO ONLINE IN UN FORUM

Età: 30
Questa è la mia storia, spero possa essere d’aiuto e magari riceve qualche consiglio.

I miei problemi nascono quando partecipo ad un forum musicale a livello
internazionale. Gli utenti italiani sono pochi e si fa subito amicizia. L’unica donna sono io, quindi quando uno dei ragazzi decide che io sono da evitare faccio viso a cattivo gioco. Giustifico tutto come dello stupido maschilismo risolvibile con il tempo.

Con il tempo convinco un’amica ad iscriversi, parlando bene del gruppo. Lei accetta e si ambienta bene ma la mia situazione non cambia. Anzi, la mia amica si allinea al branco. Minacce e parole poco carine faranno il resto.

Sembra che io provi odio per il branco e che parli male di loro, dicono che
dico che sono cattivi. Tutti sanno che non è vero ma fa comodo crederlo, sembra divertente.

Come giustificazione la mia amica dirà che per solitudine ha fatto cose poco carine e non ha smesso perche si sentiva protetta quando i ragazzi gli credevano. Si perché, capita l’antipatia nei miei confronti da parte di un utente, per conquistarlo, farà credere che le faccio guerra. Lascio il forum molto delusa, sperando che la storia sia chiusa.

Vengo in seguito contattata da altre persone, che sono in contatto con il
branco precedente, chiarisco subito che non voglio problemi. Tutto bene finche per motivi di salute, finisco in ospedale.

In questo tempo i nuovi contatti mi mettono in ridicolo sul web, facendo
credere che sono un tipo strano, che non mi faccio sentire e altre
stupidaggini. Avrò poi problemi di accout e di mail. Ci resto male e decido di lasciarli perdere per sempre quando esagerano con la mia salute.

Mi sarei inventata il ricovero e tante altre cattiverie. Non prendono bene il mio abbandono e mi dato il colpo finale facendomi passare per matta. Mi sarei finta diverse persone per metterli in ridicolo, per far credere che loro sono cattivi. Loro poverini non si spiegano il perché del mio comportamento e avvertono tutti di starmi lontano per non avere problemi. Io ho causato problemi a tutti.

Che fare in queste situazioni, tutto sembra contro di me?
Io sono serena, so di essere una persona seria e chi non mi crede non mi merita però se potessi togliermi qualche sassolino e vendicarmi lo farei volentieri.

domenica 14 marzo 2010

PORTO ANCORA OGGI LE FERITE DEL BULLISMO

Alessandro Età: 26
Ho subito atti di bullismo per tutto il periodo delle superiori, calci insulti sputi, ho sopportato di tutto, premetto che la mia situazione familiare era un disastro, mio padre era ed è ancora un alcolista,
mia mamma mi ha fatto da padre e madre.... a casa non parlavo, e a scuola
subivo le angherie dei bulli, ero diventato il passatempo della classe.
Crescendo è diventato sempre peggio, al punto che anche le ragazze si
prendevano gioco di me, chi vorrebbe stare con un debole.
Violenze fisiche e mentali, dal mangiare il cancellino della lavagna a minacce e insulti.
Una volta mi hanno buttato la borsa fuori dal bus, sono dovuto tornare a casa a piedi, cosa ci trovassero di divertente me lo chiedo ancora oggi.
Nei film che fanno oggigiorno, quando il bullo ti butta a terra arriva qualcuno che cerca di darti una mano, per me nessuno è venuto, e se qualcuno si è avvicinato era per colpirmi.
Probabilmente ognuno ritiene il proprio caso il peggiore, io non so se il mio lo sia, ma so che è stato orribile, né i professori né il preside hanno mosso un dito, anzi sono arrivati a dirmi, a quei giorni -non è un nostro problema-.
Le ferite guariscono, l'orgoglio e il dolore nel cuore no.
Tutto quello che ho subito mi ha portato ad un isolamento così estremo che a 26 anni mi ritrovo senza amici, senza nessuno.
La colpa è soltanto mia, se fossi stato più forte adesso non sarei solo e non avrei così tanti problemi ad instaurare un qualsiasi rapporto con gli altri.
Ho voluto raccontare tutto questo, perché non riesco più ad andare avanti, ne ho parlato con la mia famiglia, ma non hanno capito.... sono un debole, un verme... questo sono per loro.
Spero che se qualche ragazzo di 13, 16, 18 anni legga questa testimonianza,
capisca quanto è grave e quanto profonde possano essere le ferite del bullismo, se siete vittime del bullismo e né i vostri genitori né i docenti fanno qualcosa, denunciate alla polizia, non permettete che vi rovinino la vita.
Ogni giorno è peggio, vedo gli altri vivere e io non spero altro, di smettere di soffrire.